Cefalea, emicrania: spiegati i sintomi

La cefalea e l’emicrania sono sintomi ai quali, da sempre, è stata riconosciuta un’evidente origine psicosomatica. La testa, a livello simbolico, rappresenta l’alto, al contrario del corpo, che simboleggia il basso. In essa risiedono i pensieri, l’intelligenza e la ragione ed è, quindi, l’immagine corporea della razionalità. L’interpretazione in chiave psicosomatica dei sintomi diventa più chiara quando si analizza la personalità del soggetto cefalgico, per il quale il mal di testa diventa una modalità per esprimere un disagio profondo della psiche. Chi soffre di questo disturbo ha un approccio mentale e razionale e il suo ritmo di vita è forzato e innaturale; ogni problema non viene elaborato emotivamente ma risolto con l’ausilio della logica, che appare come l’unica strategia possibile. La rigidità, la tensione e l’orgoglio elevato tipici di questi caratteri si riflettono sulla muscolatura del capo, delle spalle, del collo e della colonna vertebrale. L’impresa più difficile è “mollare” il controllo per dare spazio all’emotività,  all’istintività,  alla corporeità, alla sessualità. Il cefalgico è un perfezionista che si pone continuamente obiettivi, spesso irraggiungibili; è un soggetto molto vulnerabile al giudizio esterno, per questo l’immagine che rimanda deve sempre essere impeccabile. La lotta continua tra razionalità ed emotività è la grande chiave di chi soffre di cefalee. Ma, nonostante l’approccio estremamente mentale, il cefalgico ha dentro di sé una fortissima carica emotiva e passionale e l’emergere del disturbo segnala ciò che è avvenuto nell’adolescenza del soggetto e che ha generato il blocco: una correzione di percorso inopportuna che lo ha portato a sviluppare lo strumento mentale come meccanismo di difesa dalla sfera emotiva. Da questo punto di vista la cefalea e l’emicrania racchiudono un seme evolutivo e una fondamentale possibilità di crescita.

Se l’inconscio non viene alla luce, un approccio esclusivamente mentale genera profonda sofferenza che ha bisogno di emergere e di essere accolta; il sintomo, con la sua esplosione, chiede alla psiche del soggetto di essere preso in considerazione per tradursi in un nuovo modo di essere e di vivere l’emotività. Il meccanismo psicosomatico è nascosto nelle diverse tipologie di sintomi: sentire la testa pesante indica un sovraccarico di pensieri e preoccupazioni; il dolore pulsante rappresenta il contenuto inconscio che preme per uscire perché non trova sufficiente spazio; le fitte sono la razionalità esagerata che sopprime e tiene sotto controllo istinto e aggressività.

Altri sintomi associati al mal di testa sono la fotofobia, che si presenta in quei soggetti che cercano di non vedere, di rimuovere le ragioni del conflitto; la lacrimazione, simbolo di un pianto depressivo non sfogato e di un’affettività repressa che si trasformano in lutto e malinconia; la nausea e il vomito sono la traduzione sintomatica di rifiuto e aggressività. Quando c’è la tendenza a caricarsi di troppe responsabilità, il dolore si concentra nella zona occipitale posteriore (la nuca), mentre se è prevalentemente frontale indica un eccessivo utilizzo delle capacità mentali. La cefalea muscolo-tensiva è tipica dei soggetti che si fanno carico di tutti i problemi, sono molto responsabili e considerati come punti di riferimento ai quali si delegano le decisioni importanti. Il capo diventa un contenitore di troppi e gravosi pensieri, che provocano la tensione dolorosa dei muscoli del collo costretto a reggere tutto il sovraccarico. Nella cefalea a grappolo il dolore associato alla lacrimazione rappresenta simbolicamente un pianto che il soggetto ha trattenuto e non espresso, oppure in certi casi, indica una difficoltà a mettere in atto un cambiamento a causa di circostanze esterne o di resistenze interiori.

Nell’emicrania l’aspetto psicosomatico si esprime in modo differente rispetto alle cefalee. Questo disturbo è caratterizzato da due fasi sintomatiche: inizialmente si verifica una vasocostrizione delle arterie che portano il sangue al cervello, meccanismo che rappresenta simbolicamente l’emergere di un conflitto inconscio o di emozioni molto intense. Nella fase successiva, quando esplode il dolore, avviene una dilatazione delle arterie: questo momento simboleggia la resa, il tentativo di elaborazione dei contenuti interiori che prorompono verso l’alto. L’emicrania, inoltre, esprime spesso una sessualità vissuta come conflittuale.

8 pensieri su “Cefalea, emicrania: spiegati i sintomi

  1. rosella mosti ha detto:

    Buongiorno
    Trovo questo articolo molto interessante. Vorrei fare una domanda: Quuale può essere la causa della cefalea nei bambini?mia figlia soffre di cefalea sin da quando aveva quattro anni. Potrebbe essere che si sente responsabile dei genitori? E una ragazza molto attaccata alla sua famiglia,della quale dice di essere orgogliosa. Ma mi sono sempre chiesta se non si sentisse troppo responsabile e spesso le dico che questo o quell’argomento sono responsabilità degli adulti. . Sono sulla strada giusta?grazie per la vostra ventile risposta
    Rosella mosti

  2. Michela ha detto:

    Considerazioni vere, sono stata al mare in una località che frequento da tempo, ero tesa perche facevo un bilancio degli anni passati, non sono riuscita a liberarmi e divertirmi davvero e fine giornata un mal di testa, lei dice il vero su molto, che consigli mi farebbe riguardo una vertebra schiacciata verso l addome , i medici mi consigliano il nuoto per mio figlio fino alla maggiore eta lei cosa ne pensa

  3. LUANA ha detto:

    Ho cominciato ad avere mal di testa a 20 circa. Avevo la mandibola spostata dal consumo dei denti. All epoca davo la colpa a questo problema.
    Non riesco ad identificami molto perchè li ho provati tutti negli anni. Il piu diffuso ancora adesso e il dolore muscolo-tensivo, spalle e base del collo come anche spesso emicranie con dolore ai denti e orecchio. Il conflitto sessuale sicuramente ha fatto parte di gran parte della mia crescita.
    Luana

  4. Marco Mellano ha detto:

    Sono capitato in questa pagina dopo aver letto commenti spiacevoli sul suo operato. Premetto che non la conosco ma quanto ho letto fin ora mi sembra ragionevole, naturalmente intuibile, saggio e molto umano. Non devo faticare per ritenere plausibile il suo approccio alle problematiche, credo che se avessimo dottori della mutua capaci di osservare le cose dal punto di vista che lei propone, si guarirebbe da tante malattie e nel frattempo si imparerebbe da esse per migliorare il proprio modo di vivere, avendo compreso qualcosa in più su noi stessi.

    Evidentemente dà fastidio a molte persone ed aziende con non pochi interessi in ballo, immagino sia difficile doversi difendere da accuse di parte, dove chi fa il lavoro sporco, vedi giornalisti, commentatori in rete ecc probabilmente non hanno possibilità di comprendere in quanto lo vogliono, dando per scontato che le medicine curano ed il resto è ciarlataneria, qualunque possano essere i dati che dimostrano il contrario.
    Quello che stupisce davvero è che nessuno di questi metta in dubbio la medicina industriale, per esempio facendo la conta dei morti o dei peggiorati, è come se ritenessero che la scienza infallibile può fallire, non essendo quindi efficace al 100%, mentre una qualsiasi cura alternativa per essere accettabile non può fallire nemmeno una volta.

    Smetto con le parole, credo conosca molto meglio di me e che abbia ragione di essere molto più ‘arrabbiata’ di me.

    Il mio vuole essere soltanto un sostegno per chi come lei credo sia in buona fede nel voler mettere a disposizione del benessere di tutti i suoi studi, le sue conoscenze e scoperte.

    Grazie, buon lavoro,

    Marco

  5. Clara ha detto:

    É tutto vero!Ci soffro da almeno quattro anni e mi sembra di impazzire!Sono stanca!Ho bisogno di aiuto!Non riesco a esprimere la mia creativitä né trarre piacere dalla vita che faccio e che non sento veramente mia…ho paura e non so piü come avanzare..Come faccio a sbloccarmi??Devo mica morire?é il mio chiodo fisso.

  6. Andrea Arrighetti ha detto:

    Mi sembra tutto molto plausibile. Solo, semmai, un poco generico. Da approfondire, insomma. Ma molto promettente. Brava Mereu.

  7. Maria Grazia Pagano ha detto:

    Il suo articolo è illuminate, come tutta la sua teoria che trovo semplicemente logica, nel senso positivo del l’aggettivo.
    Non so se posso in questa sede chiederle come faccio a liberarmi dalla paura di guidare? Purtroppo l’autoguarigione deve fare i conti con l’inconscio. Il mio carattere di fondo peró tende all’indipendenza, quindi EMICRANIA e ultimamente prurito alla nuca. Mi aiuti! Grazie mille

  8. Marcello ha detto:

    Grazie, davvero molto interessante, da anni soffro di cefalea, ed il tema “controllo”, rapporto disfunzionale tra emozioni -logica mi risuona davvero tanto. Grazie.

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